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mag 31 2017

Assemblea sezionale e chiusura della stagione

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Nella serata di ieri (29/05/2017) ha avuto luogo l’annuale assemblea ordinaria.

Adempiute, rapidamente, le formalità imposte dal regolamento associativo, la riunione si è ben presto trasformata in una serata, magicamente avviluppata tra passato e futuro, destinata a rimanere impressa non soltanto nella storia della sezione, ma nella mente e nel cuore di tutti gli associati che ieri hanno avuto l’onore e la fortuna di prendervi parte.

Ad aprire le danze è stata la consegna da parte del componente del Comitato Nazionale Umberto Carbonari del riconoscimento per i cinquant’anni di appartenenza all’AIA di Giulio Ulisse. Ed è anche superfluo, forse, soffermarsi sul significato e sul valore di questo riconoscimento: una vita, intera, donata all’arbitraggio. Un concetto che per un giovane associato, come quelli di cui ieri la sezione era affollata, può essere difficile da comprendere appieno ma a cui è doveroso, oltre che bello, dedicare un pensiero.

Successivamente Anna, vedova dello storico fondatore della sezione di Ciampino, Franco Palumbo, ha consegnato al nostro associato, in forza all’OTR, Riccardo Galasso la prima Borsa per meriti di studio alla memoria di Franco. Bellissime le parole di Riccardo che ha definito la decisione, presa tanti anni fa, di diventare arbitro come “la scelta più azzeccata” della sua vita. Una certezza che promana dalla bocca di chi, a vent’anni, ha ancora da compiere una quantità infinita di scelte (giustissime o sbagliatissime che saranno) e forse, proprio per questo, pone l’accento sull’amore e l’attaccamento alla sezione e all’associazione.

Infine è venuto il momento, atteso da quasi un anno, dell’intitolazione ufficiale della sezione a Franco Palumbo. Come tutte le cose che si aspettano tanto, è passato via in un attimo, sebbene nella commozione generale. Anna, visibilmente emozionata, è riuscita solo a dire che Franco ha dato tanto all’arbitraggio, a volte anche togliendo alla propria famiglia.

4-palancaEd è vero. L’arbitraggio chiede tanto ad ognuno di noi. Tanto impegno, tanti sacrifici e tanto tempo, tolto ad altre attività e soprattutto agli affetti. Ma ci piace pensare che, anche solo un briciolo del tempo che l’AIA ha tolto a Franco e alla sua famiglia sia stato loro restituito in altro modo. Sotto forma di ammirazione, stupore, gratitudine e commozione di cui la stanza si è riempita ieri sera.

Ultimo a prendere la parola, dopo l’entrata in scena del Presidente del CRA Lazio Luca Palanca, è stato il componente del Comitato Nazionale AIA Umberto Carbonari. Il quale ha preso le mosse dal ricordo di Stefano Farina, ex arbitro internazionale, prematuramente scomparso la scorsa settimana. Non è stato però, un banale elogio alle sue indubbie qualità arbitrali, ma il racconto di come per anni si siano scontrati con educazione e rispetto reciproci, avendo spesso opinioni differenti. Perché un buon arbitro è sicuramente la somma di tantissime componenti, che Umberto non ha mancato di evidenziare, ma è impossibile scindere l’uomo dall’arbitro. E se non è detto che valga anche il viceversa, senza ombra di dubbio un buon arbitro è un uomo educato, leale e rispettoso degli altri oltre che delle regole.

Come dicevo all’inizio, serate come quella di ieri non sono facili da dimenticare, quindi “grazie”. Grazie ad ognuno degli ospiti che ha saputo, con le proprie parole, i propri gesti o semplicemente con gli occhi lucidi traghettarci in questo contesto così, semplicemente, bello.

Ed infine grazie al nostro presidente Paolo Samà che ha fatto confluire il lavoro di un anno in una serata magica.

Eleonora Capece

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