Il finale di stagione della sezione di Ciampino: premi e celebrazioni

Lunedì 27 maggio si è tenuta, presso i locali della sezione di Ciampino, l’assemblea ordinaria. La serata, in realtà con un ricco ordine del giorno, non poteva che prendere il via dalle formalità imposte dal regolamento associativo: la formazione del collegio, la lettura delle varie relazioni e le conseguenti votazioni. Adempiuti tali oneri procedurali, poi, la sezione si è finalmente raccolta attorno al suo presidente e agli ospiti speciali che hanno fatto da padroni.

In primis è stata conferita la borsa di studio intitolata a “Franco Palumbo” al fischietto ciampinese, Matteo Panella; decretato vincitore dalla commissione giudicatrice. Matteo, troppo intimidito per fare un discorso, ha, giustamente, lasciato che fosse il suo comportamento e le sue attitudini a ringraziare il Consiglio Direttivo e tutta la sezione. Arbitro da soltanto due stagioni, il vincitore della terza edizione della borsa di studio, non solo ha un curriculum accademico estremamente invidiabile, ma soprattutto, una passione per l’arbitraggio senza eguali, resa evidente già solo dall’assiduità con cui frequenta la sezione e il polo di allenamento. Per la dimostrazione, mai banale, che volere è, sempre, anche potere, il presidente e, insieme, i suoi associati, non possono che ringraziarlo.

La serata è poi proseguita con il conferimento di ben due benemerenze agli associati che hanno raggiunto cinquant’anni di appartenenza all’AIA. Non semplicemente due ex arbitri ciampinesi, bensì due vere e proprie colonne su cui la sezione si regge da tempo: Antonio Buccini e Antonino Giarraputo.

Ad introdurre la premiazione, anche stavolta, il presidente Paolo Samà, il quale ha sottolineato il ruolo cruciale svolto da entrambi quando, ormai 15 anni fa, si sono adoperati per risollevare le sorti della sezione, altrimenti già segnate. Brevi e concisi nei discorsi che hanno fatto, entrambi con forza e chiarezza hanno evidenziato quanto di più fondamentale: c’è un insolito eco di “chiamata vocazionale” nell’arbitraggio. Come la vocazione spirituale, infatti, l’amore per l’arbitraggio non ha spiegazioni e non può essere compreso da chi arbitro non è.

Per le loro parole, per l’esperienza e per il tempo che, quasi quotidianamente, mettono a disposizione di tutti gli associati e, in particolare dei giovani ragazzi dell’OTS, non esistono ringraziamenti adeguati.

Così come è doveroso, seppur insufficiente, rinnovare il ringraziamento alle famiglie di Antonio e Antonino, che per oltre 50 anni hanno diviso un marito, un padre ed un nonno con noi, giovani ed estremamente fortunati arbitri di Ciampino.

A chiudere la serata, infine, il componente nazionale Umberto Carbonari, della sezione gemella di Viterbo. Umberto, come sempre appassionato nei suoi discorsi, si è legato a quanto detto dai due premiati; evidenziando che soltanto una passione smodata può giustificare le tante rinunce e i tanti sacrifici che si fanno per l’arbitraggio.

Per concludere per il calcio a 5 è avvenuta la consegna di un regalo speciale ad un Arbitro, Andrea Campi, che dopo aver diretto le più gettonate gare di Serie A, finisce la sua esperienza per motivi tecnici e anagrafici. Andrea è un uomo ricco di passione e cultura arbitrale e supporterà senza dubbio la crescita dei giovani arbitri della nostra sezione e non solo.

Che dire, la stagione non poteva chiudersi in modo migliore, in un clima quasi di magia. Emozioni che solo l’arbitraggio sa regalare.

Arrivederci, alla prossima stagione.

Eleonora Capece